Appello per l’introduzione del ballottaggio nel sistema elettorale

Comunicato dell’Associazione LibertàEguale e della Fondazione Magna Carta promotrici dell’appello per l’introduzione del ballottaggio nel sistema elettorale.
La richiesta di inserire il doppio turno nello schema della riforma elettorale attualmente in discussione proviene da un’iniziativa bipartisan lanciata a fine luglio attraverso un appello firmato da personalità ascrivibili a differenti aree politiche. Non si tratta di una riflessione estemporanea. L’iniziativa tiene conto di un dibattito di lungo periodo, dall’accordo sulla legge elettorale tra le maggiori forze politiche raggiunto nella Commissione bicamerale D’Alema, tradotto poi in un testo legislativo dal deputato Mattarella, alla Relazione finale della Commissione di esperti del governo Letta. Peraltro gli atti parlamentari delle scorse legislature registrano analoghe proposte di ballottaggio per entrambe le Camere presentate da esponenti di diverse aree politiche e la sentenza della Corte sull’Italicum consente chiaramente un ballottaggio nazionale nelle due Camere purché le due coalizioni siano entrambe sufficientemente rappresentative al primo turno e invita a approvare sistemi analoghi tra Camera e Senato.
Per noi promotori di quell’appello, pertanto, è motivo di grande soddisfazione che l’ipotesi sia entrata nel dibattito parlamentare attraverso un emendamento presentato dal Senatore Pera ed anche comunque con l’apprezzamento pubblico positivo di altri parlamentari di vari gruppi, che pur non li hanno presentati. Dimostra che nella politica odierna, nonostante tutto, vi è ancora spazio per idee e dibattiti in grado di superare i muri e le contrapposizioni di maniera.
Oggi dobbiamo ribadire con la massima forza che la proposta risponde unicamente a ragioni di fondo, e tiene conto di alcuni elementi contingenti di portata storica. I motivi fondamentali che la sostengono sono legati al consolidamento della stabilità del sistema, che noi vorremmo libero dalle ipoteche e dai ricatti delle forze estremiste. La contingente realtà mondiale rafforza, a nostro giudizio, tale necessità. In un momento così grave, con i venti di guerra che si fanno sempre più forti, per chi crede debbano esistere principi condivisi dai maggiori schieramenti del Paese, le ragioni per auspicare una competizione nel sistema si rafforzano.
Non riteniamo, né tanto meno pretendiamo, che le nostre ragioni siano quelle di tutti. Siamo pronti a discuterle e a confrontarci con chi le ritiene sbagliate nel merito politico. Riteniamo invece grave che qualcuno inoculi il sospetto che il nostro intento sia quello di favorire strumentalmente un qualunque schieramento o partito. Lo riteniamo sleale e, ancor più, politicamente non intelligente.

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